Di Corso Umbria i filàri alberati,
Del castra romano i percorsi squadrati,
Di Piazza Statuto la statua al traforo,
Il Sole sull'Alpi, lucente come l'oro,
Vecchiette che parlano in piemontese,
Le Valli di Susa, ed il Canavese,
Una donna tenuta a contatto di mano,
Ridendo parole di Guido Gozzano,
Il cioccolato, e la tazza piena
Di Bicerìn, che bevi e rasserena,
Venaria Reale, e i cari amici,
Seduti a un tavolo, che ridono felici,
Le ferraglie corrusche delle tramvie,
Le tre stazioni, e le ferrovie,
La fama esoterica, del centro interno,
Lucifero che mostra le porte dell'Inferno,
L'industria di macchine, sempre operosa,
La gente povera, ma dignitosa,
In stile liberty, i bei palazzi,
Nel cielo intessono ruvidi arazzi,
Palazzo Madama, l'Egizio Museo,
Della Bella Rosin il Mausoleo,
Via Cernaia, e la Cittadella,
Che, quando la vedo, è sempre più bella,
Di Piazza Solferino è la fontana,
Di misteri e simboli somma sovrana;
Che dolci che sono le mie passeggiate,
Tra queste delizie, le ho sempre amate,
Tra gli alberi e i parchi del Valentino,
Si specchia la città a me natìa: Torino.
domenica 24 giugno 2007
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