Sopra quei doppi sedili,
Vicino al vetro,
Mi trovo, ed impetro
Un ristoro a mie giornate vili,
Quand'ecco che lei si siede
Proprio al mio fianco,
Ed io, fiaccato e stanco,
So che Tenerezza mi possiede,
Non l'ho mai conosciuta,
Né una parola
Di scambiare ho mai avuta
Occasione con lei, triste e sola;
Intanto il bus avanza,
Lei sfiora col braccio
Il mio, non c'è distanza,
Io nel cuore fremo e in viso taccio.
Dolce casto contatto,
Fremito caldo,
Che solo per il tatto
Fai vacillare un animo saldo !
Poi giunge alla fermata
L'infausto mezzo;
Non sa che l'ho amata
E adesso ancora ne pago il prezzo.
mercoledì 27 giugno 2007
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