sabato 30 giugno 2007

Gandalf

Ha il muso candido
Come la neve,
Lo sguardo affabile
Si posa lieve,


Fatica a volte
Nel camminare,
Ma sa proprio sempre
Per dove andare,


Ha avuto un'ernia
A cinque anni,
Patir ci ha fatto
Tormenti e affanni,


Ora ne ha dodici,
E sembra un po' stanco,
Ma una carezza
Chiede al mio fianco.


Lui sempre abbaia,
Se arriva qualcuno,
E mai è soddisfatto
Se non c'è nessuno.


Sa tutte le ore
In cui vuol la pappa,
E se non la servi
Da lui non si scappa.


Poi giunge il tempo
Di passeggiare,
E ti sollecita:
Bisogna andare.


Di casa nostra
E' il principino,
Se vuol dormire,
Si spegne il lumino,


Perché regala
Un mondo d'affetto,
E' un vero amico,
Leale e corretto.


Tutti i tesori,
Son cose vane,
Io non li voglio,
Voglio il mio cane,


E se li offrissero
A me tutti assieme,
Direi: - No, grazie,
Con Gandalf sto insieme.


Chi l'ha tenga pure
L'oro e il suo spasso,
Io preferisco
Di Gandalf il passo


Felpato, certo,
E delicato,
Tenero e buono,
Che ho sempre amato.


Ha il muso candido
Come la neve,
Con lui sparisce
Il pensiero grève.

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